Giovedì della I settimana di Quaresima

VANGELO   (Mt 7,7-12) Chiunque chiede, riceve.
CARIT-~1In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.  Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà  aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli  chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi,  sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è  nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

Commento
Signore, sto alla tua porta e busso. Busso a tutte le finestre della tua casa e imploro…
Mi hai messo in difficoltà con questa tua frase: “Ogni volta che avete  fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,  l’avete fatto a me”. Ho preso quest’affermazione alla lettera. Ecco  perché non osavo mandare via, senza prima aiutarlo, nessuno di coloro  che mi chiedevano aiuto nel nome tuo. Pensavo che tu eri là, davanti a  me, con gli occhi bagnati di lacrime, a lamentarti della tua povertà.  Credevo che eri tu a scrivere le lettere piene di implorazioni che, a  centinaia, ogni giorno, gravavano la mia scrivania e il bilancio della  nostra Opera. E io ho detto “sì” sempre, ogni volta che tu sei venuto a  me, per chiedermi qualche cosa per te. Perché ogni nostro aiuto non vede  che te, che soffri nella tua Chiesa perseguitata.
Ciò è stato possibile per quattordici anni. Quattordici anni durante i  quali tu non mi hai deluso nella mia attesa. Tu hai sempre toccato il  cuore di amici e benefattori che mi riempivano le mani, permettendomi di  distribuire tutto quello che avevo promesso per amor tuo.
Ma tu sei venuto da me troppo spesso, Signore, con troppe esigenze. Tu  mi hai assillato troppo inesorabilmente con i lamenti delle tue labbra  di mendicante. Mi hai fatto promettere più di quanto possa mantenere.
Tu sai bene, Signore, che anch’io sono solo un uomo debole e limitato.  Tu sai quanto io sia stanco la sera e come non dorma di notte, cercando  nuovi mezzi per provvedere ai bisogni della tua Chiesa. Tu sai che mi  sono affaticato per te fino al limite delle mie forze e sono alla fine  delle mie possibilità. Controlla tu stesso, dall’alto dei cieli, la mia  contabilità e il lungo elenco delle promesse non mantenute.

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