Sabato della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

VANGELO   (Mc 6,30-34) Erano come pecore che non hanno pastore.
venite in disparte In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono  tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli  disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e  riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e  non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti  però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a  piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro,  perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare  loro molte cose.

Commento
E’ sempre una gioia pensare che Gesù ci ha dato come madre la sua  stessa madre: sappiamo quanta dolcezza e quanto coraggio questo mette  nella nostra vita spirituale. Oggi finiamo la lettera agli Ebrei e vi  troviamo un ultimo importante insegnamento, che possiamo ricevere come  se ci venisse dato da Maria, la quale certamente ci direbbe le stesse  cose.
“Per mezzo di Gesù Cristo offriamo continuamente un sacrificio di lode a  Dio”. La nostra anima deve essere sempre in attitudine di lode e di  ringraziamento, e per questo dobbiamo aver coscienza dei grandi doni che  continuamente Dio ci fa per mezzo di Gesù.
Una volta convinti di questo, la riconoscenza ci spinge a compiere con  gioia gli altri sacrifici che l’autore della lettera ci consiglia.  Eccoli: “Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni  agli altri, perché di tali sacrifici il Signore si compiace”. È il  sacrificio della carità fraterna, nella continua apertura agli altri per  fare del bene, aiutare, per dividere con loro quello che abbiamo. In  questo modo noi continuiamo l’offerta di Cristo nella realtà della  nostra vita, anzi è lui che continua in noi la sua offerta.
“Obbedite ai vostri capi, perché essi vegliano su di voi come chi ha da  renderne conto”. Qualche volta è difficile obbedire, essere sottomessi,  ma la strada della vera carità e dell’unità è questa, non ce ne sono  altre. L’attitudine di fondo in questa obbedienza è la sottomissione a  Dio, attraverso i capi che egli ha scelto.
Se viviamo così, il Dio della pace potrà renderci perfetti in ogni bene  per mezzo di Gesù, nostro Signore, operando in noi la sua volontà. Come  lui ha compiuto in sé la volontà del Padre, noi possiamo compierla per  mezzo di lui trovando la pace, la gioia, la carità piena.  In tutto ciò Maria è la nostra guida, lei che ha sempre offerto a Dio un  sacrificio di lode, che ama maternamente tutti gli uomini, che è sempre  l’umile serva del Signore, completamente sottomessa alla sua volontà.

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