Nel mistero di Gesù

gesù amaIl mistero che a poco a poco Dio insegna all’uomo ha un nome: è quello di Gesù, del Figlio, attraverso il quale i discepoli imparano a conoscere il volto di misericordia del Padre. Tutta la vicenda umana di Gesù è nel segno della discrezione e del nascondimento, a cominciare da Nazaret. Gesù ha vissuto trent’anni della sua breve esistenza nella normalità di una vita comune a tutti i ragazzi e poi a tutti i giovani della Palestina del suo tempo. Figlio di Dio e figlio dell’uomo. Un bambino e un ragazzo come siamo stati noi; un giovane che ha lavorato, amato, pensato: come noi. Ha una famiglia, degli amici, ha saputo vedere la bellezza dei gigli del campo e dell’erba del prato. Il tempo di Nazaret contiene una dimensione importante della vita di Gesù, la più misteriosa e la più difficile da raccontare. Non possiamo pensare che Gesù abbia salvato il mondo solo in tre anni in cui ha parlato, ha compiuto miracoli, si è manifestato nella straordinarietà della sua natura di Messia. Gesù è stato il Messia e il Salvatore anche negli anni in cui la sua esistenza non aveva nulla che potesse essere raccontato: una vita avvolta dal silenzio, perché troppo comune, troppo ordinaria, troppo uguale a quella di ciascuno di noi. Ed era talmente comune la sua vita, da costituire pietra d’inciampo. Negli anni di Nazaret, la salvezza per noi è passata attraverso il suo vivere da figlio; attraverso il silenzio in cui Gesù ha fatto proprio l’amore del Padre per l’umanità e la sua decisione di salvarlo; attraverso la preghiera che alimentava la relazione con Dio e costitutiva il “luogo” dell’incontro, del “cuore a cuore”, per rendere sempre più propria la verità che egli un giorno rivelò a Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare per esso il suo Figlio Unigenito».

Paola Bignardi

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