Perchè Dio, uomo?

Mi potreste domandare: Perché Dio ha fatto questo? Perché si è fatto come uomo? Per quale motivo ha voluto condividere la nostra condizione mortale in tutto, subendo il comunione con mepeccato? Perché si è assoggettato come uno schiavo alla passione di morte che ogni uomo subisce soggiacendo allo stesso potere divino, lui che per definizione è esente da pena e immortale? E’ difficile da dire, ma forse non arduo anche per noi da comprendere, se pensate che il diventare simile e assomigliare è il fine che persegue ogni essere amante. Potrei quindi rispondere a tali domande dicendo che l’amore, e solo l’amore, per una cogente necessità di giustificare la disobbedienza delle creature, è stato il vero movente che ha spinto Dio ad assumere le fattezze umane e a spogliarsi della sua forma immortale, quasi svuotandosi di se stesso e del proprio essere, per partecipare alla condizione mortale, prendendo anche lui carne e sangue degli uomini destinati a morire. Con questo gesto di amore solidale, con la sua morte ci ha liberati dalla morte e associati alla immortalità del suo essere, condividendo il nostro dolore e il nostro morire. quindi solo per il nostro bene e sanare nella natura la ferita del peccato che ci spinge alla disobbedienza e alla rivolta per la condizione mortale e contro il suo volere, egli si è assoggettato alla passione e fatto obbediente fino alla morte, e alla morte di croce che dobbiamo vivendo subire per suo stesso volere. In questo modo ha adempiuto a quella giustizia divina che richiedeva una espiazione della colpa della disobbedienza generata dalla differenza originaria tra l’essere delle creature e il loro creatore, il principio sussistente, da cui hanno origine.

P. Nello Casalini  (da Iniziazione)

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